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La storia

 

STORIA E PERSONAGGI DELLA LUPA FRASCATI
La Societa Sportiva L.V.P.A. Frascati nasce nel'estate del 1974 grazie alla fusione dell'allora A.S. Frascati militante nel campionato di Prima Categoria e presieduta da Massimo Marsili e di un'altra gloriosa realta del calcio laziale come l'OMI Roma militante in serie D. Con questa fusione, Frascati torna nel massimo torneo interregionale acquisendo il titolo della formazione romana i cui dirigenti si trasferiscono all'ombra del Tuscolo, primo fra tutti l'amministratore Franco Seguiti.
 
L'ASSOCIAZIONE SPORTIVA FRASCATI
La neonata L.V.P.A. (nome altisonante quello scelto dalla nuova dirigenza, dal latino Ludentes Vivendi Perdiscimus Artem) ha pero' alle spalle gia' una storia calcistica di quasi cinquant'anni, quelli ereditati dell'Associazione Sportiva fondata tra il 1924 ed il 1925: a Frascati il calcio era peraltro arrivato anche prima, gia' dal lontano 1906 quando fu creata una sezione distaccata della Societa' Podistica Lazio, la prima societa' di calcio romana. La prima apparizione dell'A.S. Frascati in un torneo organizzato dalla Federazione risale alla stagione 1925-26, si parla di Quarta Serie, ultimo gradino dei campionati nazionali, organizzato dal Comitato Regionale del Lazio. Nei primi anni di vita, la formazione tuscolana partecipa principalmente ai campionati di Seconda e Terza divisione, con qualche apparizione in Prima a ridosso della Seconda Guerra Mondiale, ed ai campionati provinciali U.L.I.C. (organizzati appunto dal'Unione Libera Italiana del Calcio, ente nato come autonomo dalla F.I.G.C. e poi confluita in essa nel periodo fascista con la responsabilita' di organizzare i campionati provinciali. Risale al 1929 la nascita del Comitato dei Castelli Romani) che vince nella stagione 1932-33. Ad inizio degli anni '30 a Frascati viene inaugurato il primo impianto sportivo cittadino: all'ortu guastatu nasce il campo "Mamilio". A valle del conflitto, l'A.S. Frascati vive i suoi "primi" momenti di gloria con la promozione nel campionato di Promozione Interregionale: stagione 1950-51. E' la prima volta in assoluto che la societa frascatana approda in un campionato interregionale: impresa, questa, sfiorata gia nel 1947-48 con la vittoria del proprio girone di Prima Divisione e la conseguente partecipazione al girone finale che vale la promozione. In quell'occasione Formia e Romana Gas furono superiori al Frascati ed al Torpignattara: le quattro squadre vincenti dei gironi di Prima Divisione.


In quell'occasione Formia e Romana Gas furono superiori al Frascati ed al Torpignattara: le quattro squadre vincenti dei gironi di Prima Divisione. Nella stagione 1951-52 il Frascati fu inserito nel girone I formato da formazioni laziali e sarde: una stagione impegnativa e difficile per le lunghe trasferte che costrinsero molte volte la societa presieduta da Gino Valentini ad aggregare tanti giovani della squadra di Carlo Ciani alla formazione di mister Gino Fizialetti. Il Frascati chiuse il girone con un onorevole dodicesimo posto, piazzamento che pero non valse la permanenza in categoria per la riorganizzazione dei campionati in anni in cui la stabilita degli organici federali era ben lungi dall'essere trovata.

 
Negli anni '50, il Frascati staziona stabilmente in Prima Divisione, seconda categoria regionale dopo la Promozione, dove vi e' retrocessa nella stagione 1952-53, arrivando in Prima Categoria (nuovo nome della Promozione) ad inizio anni '60. Una brutta retrocessione nel 1960-61 dopo uno spareggio perso contro il Rocca di Papa, una pronta risalita l'anno dopo e ben undici campionati di fila tra Prima Categoria e Promozione - sempre la massima categoria regionale - con un terzo posto nel 1968-69 e promozione sfuggita solo all'ultima giornata come miglior risultato ottenuto. Nel mezzo tante storie, tanti personaggi che hanno mantenuto alto il nome di Frascati nel panorama laziale: da Gattinara, allenatore nel dopo guerra, a Luigi Di Tommaso, presidente, o Gastone Romani, da Franco Valeau giocatore prima ed allenatore dopo, mister Mario Ragni, il vulcanico presidente Criccomoro, Lanzidei, Renato Fondi, storico dirigente, fino a Arnaldo Graziani, bistecca per tutti, ed alla nidiata di giocatori frascatani che alla fine degli anni '60 fecero sognare un paese come Santinelli, portiere, i vari Ramacci, Riziero Marcotulli, Luciano Pompili, Rutilio Filipponi, Gherardi ed anche Francesco Radaelli, primo prete-calciatore in Italia, fatto questo che attiro' a Frascati addirittura un giornalista del calibro di Gianni Mura. 


LA L.V.P.A. FRASCATI
Per il campionato di Serie D 1974-75, Seguiti chiama alla guida della squadra un tecnico allora molto quotato come More': l'impatto con la categoria non fu pero' dei migliori e la LVPA chiude il campionato al 17° posto con la retrocessione in Promozione. Il progetto LVPA-OMI naufraga ben presto ed i dirigenti romani percorrono in fretta il percorso inverso tornando a Roma e lasciando Frascati. La LVPA riparte con Nevio Giacobbo in panchina: il tecnico in tre anni porta la formazione tuscolana addirittura in C2. Prima un terzo posto in Promozione, poi la conquista del campionato ed un 2° posto in serie D che per la nuova organizzazione e la creazione della C2 vale la promozione nel campionato professionistico. Sono gli anni d'oro del calcio frascatano, esplodono giocatori del calibro di Gianfranco Ricci, Cinquepalmi, Ciccarelli, Forte o Cervato. Per la C2 viene chiamato un allenatore esperto della categoria come Guido Attardi: con pochissimi ritocchi la LVPA vola e conclude clamorosamente al quinto posto rimanendo agganciata al treno C1 fino a quattro-cinque giornate dal termine.

 
Il Frascati gioca un calcio spettacolare, diverte ed i giocatori di mister Attardi si meritano il soprannome di ‘Tulipani dei Castelli’. Il giocattolo pero' si e' gia' rotto e la flessione finale della squadra e' figlia anche degli scricchiolii interni. I fratelli Piero e Franco Degli Innocenti, entrati in societa con grandi intenzioni, investimenti ed aspettative sono pronti gia' a lasciare: troppo ristretto il rientro economico per loro, con Frascati che non puo' garantire grossi introiti e che si mostra sempre tiepida verso il calcio. In un primo momento sembra cosa fatta il passaggio del titolo sportivo da Frascati a Ravenna: il regolamento salvaguarda pero la categoria della L.V.P.A. che mantiene la C2 con una squadra pero fatta di giovani e con tutti i pezzi pregiati della formazione di Attardi che fanno le valigie.
 
Intanto la L.V.P.A. Allievi conquista il primo, e fino ad oggi unico, scudetto nazionale: a guidarla e' Salvatore Franzelletti. La panchina della prima squadra viene affidata a Marcello Neri, esperienze con il Cesena anche in A, ma la L.V.P.A., seppur dopo un buon avvio, ben presto si scontra contro le difficolta' di una squadra giovane e con poca esperienza che scivola nei bassifondi del girone. All'inizio del girone di ritorno Neri viene esonerato, a Franzelletti il compito di traghettare i tuscolani ad una scontata retrocessione. Lasciare il professionismo apre scenari funesti per il calcio frascatano: nessuno e' pronto ad entrare in societa, si fa avanti il solo Giorgio Sale, gia' presidente del Ciampino. La L.V.P.A. scompare passando il titolo di serie D alla Romulea che diventa momentaneamente L.V.P.A. Romulea, il Frascati riparte dalla Promozione e dal titolo aeroportuale con la denominazione SIRS Frascati. 


 

LA POLISPORTIVA S.I.R.S. FRASCATI
A guidare la nuova squadra viene chiamata una figura storica per Frascati: Rutilio Filipponi assume la doppia carica di allenatore-giocatore. Filipponi torna cosi a Frascati da dove era partito per la serie C a fine degli anni '60, esperienze con Frosinone e Piacenza per lui, lanciato in prima squadra da mister Graziani che lo aveva prelevato dalla GIOC. Quell'anno torno a giocare a Frascati anche Pino Molinari dopo le stagioni con la Spal e la Reggina in serie B. Il sodalizio con la SIRS dura sole quattro stagioni: Sale, nonostante i soliti proclami, si defila ben presto e il Frascati rimane praticamente solo raccolto sull'orlo del baratro da Bruno Chiesa e Sergio Molinari. In quattro anni il miglior risultato finale e' il 5° posto della stagione 1982-83 sempre con Filipponi in panchina: l'anno successivo la SIRS non riesce ad evitare la retrocessione in Prima Categoria e chiude il campionato al quattordicesimo posto. Sale gia non c'e piu' e Frascati si appresta ad un altro ribaltone.
 

L'ASSOCIAZIONE CALCIO LUPA FRASCATI
Assorbita la retrocessione in Prima Categoria, il nuovo corso cerca di riportare un po' di entusiasmo con il ritorno ad una denominazione ad effetto: la SIRS diventa A.C. Lupa Frascati. La panchina viene affidata ad un allenatore esperto come Piero Valanzuolo che sfiora la promozione con una partenza fulminea, nove vittorie di fila, raccogliendo pero' solo un secondo posto finale tra le polemiche per alcuni situazioni spiacevoli nel finale di stagione: la Lupa affronta svariati derby dove le condizioni ambientali non sono sempre delle migliori e secondo la societa c'e' poca tutela. Valanzuolo viene confermato ma la nuova Lupa ha perso lo smalto dell'anno precedente ed a gennaio il tecnico viene esonerato, la formazione chiude con un incolore undicesimo posto. Le due stagioni successive sono ancora transitorie con Lupa affidata a Rutilio Filipponi e mantenimento della categoria.


Nel 1988-89 la Lupa tocca il fondo della sua piu' recente storia: abbandonata da tutti, la squadra viene iscritta al campionato solo per non perdere il titolo sportivo e tutte le categorie giovanili, in panchina viene chiamato Antonio Santinelli che mantiene la carica per favore e amore del calcio frascatano: il risultato e' ovviamente disastroso, una lunga lista di tesserati, tante sconfitte ed un ultimo posto con sole nove punti che riporta la Lupa in Seconda Categoria. A questo punto entra in gioco una figura decisiva per la rinascita della Lupa: Remo Buccella assume la carica di presidente e richiama in panchina Rutilio Filipponi.

 
In tre anni la Lupa torna in Promozione: vittoria del campionato di Seconda Categoria al secondo colpo, trascinata dai colpi in campo del frascatano doc Giancarlo Ceccarellli (una carriera importante per lui con Lazio, Avellino e Samb in serie B) ed un quarto posto in Prima che vale il ripescaggio. Ancora un sali e scendi fino alla definitiva stabilizzazione in Promozione sempre con mister Filipponi in panchina. Nel 1996-97, dopo undici campionati sulla panchina della SIRS prima e della Lupa poi, Filipponi lascia la squadra e viene sostituito con Marcello Pozzi. Al primo colpo e' Eccellenza: 2° posto nel girone C e ripescaggio diretto nel massimo torneo regionale dove la Lupa torna dopo tredici anni. Alla guida di Pozzi, la Lupa colleziona due decimi ed un undicesimo posto. Nel frattempo in societa sono entrate due figure fondamentali per il ritorno in serie D: il vice presidente Paolo Coppitelli ed il direttore generale Francesco Comiano. Dopo quattro anni di gestione-Pozzi, la Lupa cambia e riporta al Mamilio un proprio prodotto: Andrea Scotini, ex bomber ed altro frascatano doc, assume la carica di allenatore e coglie un onorevole ottavo posto tra l'entusiasmo del pubblico frascatano. Tutto sembra portare alla conferma di Scotini in panchina quando la Lupa vira completamente chiamando a Frascati tale Manolo Patalano, giovane tecnico di cui la coppia Coppitelli-Comiano si e' innamorata l'anno precedete. L'inizio non e' facile, tra la diffidenza generale, Patalano pero' costruisce una bella squadra che con il gioco e con i risultati conquista il pubblico del Mamilio giungendo al quinto posto in classifica.
 
 



 
L'A.S.D. FRASCATI LUPA GIOC
Nell'estate 2002 avviene una fusione storica: la Lupa e la Gioc danno vita all'A.S.D. Frascati Lupa Gioc, la prima squadra ovviamente rimane gestione della vecchia dirigenza Lupa mentre la dirigenza Gioc confluisce nel settore giovanile. Dopo il quinto posto dell'anno precedente, Comiano e Patalano costruiscono una squadra super che domina il girone B di Eccellenza finendo al primo posto davanti all'Isola Liri: il Frascati torna in serie D dopo venticinque anni. La cavalcata del Frascati e' entusiasmante, alla fine una sola sconfitta stagionale a Sezze, ed il Mamilio torna stracolmo ed inviolabile. Nella gara decisiva per la promozione, tra spalti e strutture varie si possono contare quasi mille spettatori. Di quella squadra Babuscie' il faro a centrocampo insieme a Cortani e Pugliatti, Marco Terribili il terminale offensivo, Gigi Di Bartolomeo lo storico capitano.
 

Ancora una volta l'approdo in interregionale non e' dei piu' morbidi e, tra ribaltoni societari e tecnici, da Patalano a Pizzimenti fino al ritorno di Scotini che conclude il campionato, la Lupa Gioc arriva ultima e ritorna mestamente in Eccellenza. La formazione tuscolana prova fino alla fine ad evitare una retrocessione amara: a Todi, all'ultima giornata tutte le speranze si spengono nonostante l'impennata della vittoria contro il Foligno capolista della pen'ultima. L'amarezza della retrocessione sul campo dura pero' meno di una settimana: Paolo Coppitelli, senza ormai Remo Buccella al fianco che si e' definitivamente defilato, acquisisce il titolo della Cisco Roma di Piero Tulli e mantiene la serie D. La Lupa Gioc dura solo due anni: torna l'A.S.D. Frascati Calcio.

 



L'A.S.D. FRASCATI CALCIO
Manolo Patalano e' richiamato alla guida della squadra e, ancora una volta insieme a Comiano, viene costruita una squadra che ha tutte le carte in regola per tentare l'assalto alla C2. Il Frascati sul campo pero' non da mai l'impressione di poter guidare il gruppo ma e' sempre stabilmente nell'arco delle prime cinque della categoria e chiude il girone al quarto posto qualificandosi per i play-off che possono valere un ripescaggio in C2. Il sogno si infrange pero contro la bestia nera Poggibonsi, gia uno 0-4 in campionato, nella gara di ritorno giocata in toscana dopo il 3-2 dell'andata: il Frascati va anche in vantaggio ma subisce tre reti che la estromettono dai giochi. La sconfitta di Poggibonsi e' l'inizio di un'altra estate di incertezze.



Un po' la questione campo e la concessione degli impianti, il Frascati ha giocato la maggior parte della stagione in trasferta al Candiani per rientrare all'8 Settembre a gennaio, un po' la mancanza di altri finanziatori, inducono Paolo Coppitelli inizialmente a gettare la spugna. Sembra tutto fatto per l'ingresso a Frascati di Mimmo Zingaro, patron della Roma VIII: alla fine Coppitelli rompe gli indugi, annulla l'accordo con Zingaro e riparte con il suo progetto chiamando in panchina Piero Di Iorio dall'Aprilia.In societa entra intanto Dario Zanera, e' lui l'imprenditore che sembra inizialmente pronto a prendere il testimone di Coppitelli: a Zanera viene demandata la gestione della prima squadra. In pieno agosto, a ritiro gia iniziato, la prima mossa e' quella di sostituire Di Iorio con Botti senza l'avallo di Comiano che, naturale conseguenza, si dimette.
 
Le cose non vanno evidentemente per il meglio, Coppitelli torna sui suoi passi e cambia nuovamente rotta cercando altri imprenditori riprendendo momentaneamente in mano le redini della prima squadra: Di Iorio torna al suo posto ma non Comiano che si e' dimesso all’atto della sostituzione del tecnico ad agosto. Il nuovo direttore generale e' Francesco Quintini. Il campionato inizia per il meglio: la formazione costruita in estate e' di primo piano, arrivano due vittorie ed una sconfitta nelle prime tre giornate con nuovi imprenditori che, finalmente, sembrano alla porta e fanno la loro apparizione negli spogliatoi di Macerata. Alla quarta si da il via al discesa: sconfitta ad Albano, Quintini esonera Di Iorio e richiama Patalano, ma tutto sta ormai precipitando con la fantomatica nuova cordata che non sembra pronta a fare il grande passo. La formazione di Patalano perde i pezzi pregiati e piano piano precipita inevitabilmente nei bassi fondi della classifica. A dicembre nuovo capitolo: dalla Campania i proprietari della Mariano Keller, formazione giovanile, sembrano pronti a subentrare e si presentano a Frascati portando otto giocatori in una giornata. Il tempo di esonerare Manolo Patalano a cavallo di fine anno e poi l'ultima, e definitiva, sorpresa: il 4 gennaio un nuovo consiglio d'amministrazione nomina Dario Zanera presidente, Coppitelli e' vice-presidente con prima squadra affidata a Stefano Ferretti. Il resto della stagione e' solo un calvario che porta il Frascati all'ultimo posto nonostante gli sforzi e la dedizione di un gruppo di giocatori guidati dal proprio allenatore. A maggio arriva l'ultimo atto dell'era Coppitelli: l’A.S.D. Frascati passa in mano ad una cordata rappresentata da Giancarlo Romani, supportata dal Comune e che ha in Paolo Cimini, ex professionista del ciclismo attualmente nel campo dell'edilizia, l'azionista di riferimento. La supervisione del Comune e' affidata al delegato allo sport Claudio Marziale.


 

L'A.S.D. LUPA FRASCATI
Primo atto della nuova societa e' quello di riportare a Frascati la Lupa: la societa torna alla denominazione A.S.D. Lupa Frascati. Il nuovo direttore generale e' Fabio Appetiti con Mario Apuzzo, ex attaccante della Lupa, allenatore. La stagione e' perfetta: con una squadra eccezionale formata da ex professionisti come Antonio Bernardi e Stefano Gioacchini, e da giocatori del calibro di Desideri, Apruzzese in porta, Arabia in difesa e Barile in attacco, Apuzzo domina il girone di andata chiudendo con nove punti di vantaggio sulla seconda e rintuzza il rientro delle avversarie nel girone di ritorno cogliendo una promozione splendida con le ultime due vittorie esterne di Cecchina e Colleferro. Il risultato del campo non viene intaccato assolutamente dal processo che la Lupa subisce per presunte irregolarita nell'iscrizione: il tutto si chiude con un nulla di fatto e Lupa che rientra meritatamente in serie D dopo appena un anno. Il rapporto con la massima divisione interregionale e' di nuovo di quelli difficile: Apuzzo e' confermato, Appetiti lascia e viene chiamato al suo posto Ettore Placidi. La Lupa si compone pian piano ma non riesce mai ad emergere dalla classifica trovandosi sempre invischiata nella zona play-out. Anche internamente alla societa si hanno delle rotture, a gennaio il presidente Cimini annuncia le sue dimissioni con gestione della societa che rimane in mano a Marizale. Sul campo la Lupa si qualifica ai play-off contro il Morolo: il 2-0 dell'andata non basta, nel ritorno a Morolo, Colombini sbaglia un calcio di rigore a quindici minuti dal termine sul risultato di 0-0 ed i biancorossi segnano due eurogol che valgono la salvezza tra la disperazione frascatana.
 
La Lupa fa domanda di ripescaggio e grazie all'ennesimo terremoto in serie C, viene ripescata in serie D con panchina affidata a Enrico Baiocco dopo la conferma di Apuzzo in un primo tempo. La squadra si dimostra pero' incompleta, la Lupa tiene botta mantenendosi agganciata al treno salvezza ma ben presto perde la via giusta con Baiocco che non riesce a rivoltare la situazione e societa intenta a mettere mano alla rosa troppo spesso: a Placidi dimissionario, intanto, a settembre si e' sostituito l'ex nazionale Fabrizio Di Mauro in un primo tempo assunto per la direzione del settore giovanile. Dopo la sconfitta d Boville, prima di ritorno, Baiocco viene esonerato e sostituito da Silvio Argenio.

 

 

 

 

 

 

 

La Lupa rinasce e con il sapiente lavoro dell'ex tecnico dell'Albalonga arriva all'ultima giornata salva dopo l'eccezionale vittoria di Ferentino preceduta dal colpo di Villacidro contro la squadra capolista e futura promossa in C: basta un punto per la salvezza, l'avversario e' di nuovo il Morolo. La Lupa gioca contratta sentendo troppo il peso delle responsabilita': a quattro dalla fine, sul risultato di 0-0, subisce un calcio di rigore forse dubbio che regala al Morolo lo spareggio e relega la Lupa ai play-off ma da il via a mezz'ora di pura follia con veementi proteste ed aggressioni nei confronti dell'arbitro. Il risultato e' devastante: otto giocatori squalificati, 8 Settembre chiuso fino al 31 gennaio 2010 ed Argenio costretto a giocarsi i play-off con il Guidonia con una rosa ridotta all'osso. 3-0 all'andata e 2-1 nel ritorno giocato nel silenzio di Canistro condannano la Lupa al mesto rientro in Eccellenza. La societa si lecca le ferite e chiama per il nuovo campionato Fabio Lucidi in panchina: l'obiettivo e' quello di fare bene e la rosa e' all'altezza di un campionato di vertice. Complice pero' la lontananza dal proprio campo di gioco e qualche altra difficolta', la Lupa di Lucidi non riesce a mantenere nel girone di andata il ritmo delle migliori e chiude staccatissima, il 5 gennaio pero' si gioca la finale di Coppa Italia al Flaminio contro la Vigor Cisterna: occasione questa che potrebbe aprire una porta alternativa per la D. Alla fine vincono pero' i pontini per 2-0 e la Lupa registra un'altra delusione. In campionato gli uomini di Lucidi prendono quota e macinano punti giungendo alla fine al terzo posto in classifica che vale piu' per l'orgoglio che per altro.
A fine marzo, intanto, Marziale cede il pacchetto-Lupa ad una cordata capitanata da Massimiliano Ricci e Massimo Lucci con il supporto di Moreno Alonzi. In panchina viene chiamato Maurizio Promutico ex tecnico di Latina e Sora ma l'allenatore viene esonerato prima dell'inizio del campionato e la Lupa inizia la stagione con il suo vice Daniele Persico in panchina. Il direttore sportivo per la stagione e Giorgio Tomei, una vita passata nel Cecchina. Alla quinta giornata, dopo quattro vittorie di fila, Sandro Pochesci, fino ad allora direttore tecnico, diventa l'allenatore della Lupa Frascati. La squadra intanto conquista otto vittorie di fila e si mettono in luce i due attaccanti Pino Guardabascio ed il nigeriano Jimoh, ma nel complesso è una Lupa di prim'ordine con Festa e Masini in mezzo al campo, Ognibene sulle fasce, Gagliarducci, Santoni e Casciotti in difesa. La Lupa è campione d'inverno ma il Sora non molla la presa. Nel girone di ritorno qualche passo falso riporta i ciociari in testa nonostante la sconfitta interna nello scontro diretto del Tomei. Tra sorpassi, contro sorpassi ed il caso del doppio tesseramento di Ambrosi, Lupa prima penalizzata di otto punti poi assolta, si arriva alla fine del campionato con le due squadre a pari merito: servirà lo spareggio per decidere il vincitore del girone B di Eccellenza. Il 22 maggio, al Flaminio, il Sora vince 1-0 e costringe la Lupa agli spareggi nazionali per la promozione in serie D. Al primo turno la Lupa supera agevolmente il Francavilla, in finale è però il Sansovino a far festa con un blitz all'8 Settembre nella gara di andata.
Una Lupa da record, maggior numero di punti finali, di vittorie e di gol fatti, più di 100 con Pino Guardabascio capocannonierie con 37 gol stagionali, rimane senza nulla in mano ed è costretta a ripartire dall'Eccellenza: la via del ripescaggio è preclusa da regolamento visto che la Lupa ne ha già usufruito tre anni prima. La delusione è tanta nell'ambiente e per un mese tutto è in stand-by tra fusioni possibili e acquisizione di titoli: la svolta arriva il 28 luglio quando Ricci e Lucci cedono la Lupa ad Alberto Cerrai che diventa il nuove presidente. In panchina torna Manolo Patalano dopo cinque anni ed una Coppa Italia Regionale appena conquistata con il Marino. Riparte l'assalto alla serie D.